Buone prassi


L’iniziativa del comune di Matera nasce dalla comune idea che lo sport rappresenti un mezzo per innescare e sviluppare dinamiche di cambiamento. L’iniziativa ha coinvolto donne e minori dello SPRAR di Matera che, guidati da istruttori qualificati provenienti dalla Volley Matera, hanno avuto la possibilità di praticare diverse attività motorie legate alla pallavolo e al basket. I bambini sono stati coinvolti sia nel gioco con le mamme che in attività ludico–ricreative coordinati da un responsabile tecnico. Vi è stato quindi un gruppo di lavoro formato dalle sole donne, un gruppo formato dai bambini e un altro che ha lavorato con le mamme e i loro figli insieme.

Con l’intento di consolidare la sinergia tra gli enti locali, le istituzioni, gli enti gestori e le altre realtà presenti sul territorio, coerentemente con gli obblighi e le competenze stabilite dalla normativa in materia di riconoscimento della protezione internazionale, accesso all’accoglienza e percorsi d’integrazione, i comuni della provincia di Cosenza titolari di SPRAR hanno, tramite un protocollo, fatto nascere il primo Coordinamento provinciale dei progetti Sprar.

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Ad Alessandria e a Parma in linea con quanto richiesto ad aprile 2017 dal Ministero della Salute attraverso il decreto di adozione delle “Linee guida relative agli interventi di assistenza, riabilitazione e trattamento dei disturbi psichici dei rifugiati e delle persone che hanno subito torture, stupri o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica o sessuale” si propongono due attività utili a ri-orientare il sistema socio-sanitario verso la prevenzione del disagio e la sua acutizzazione.

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Lo SPRAR del comune di Benevento, con la cooperativa sociale “Il Faro” e l’associazione di promozione sociale “Oltre I Confini”, ha ideato “Ager Nostrum: terra, cultura e integrazione”, un percorso dedicato all’educazione, all’ecologia ambientale e alla formazione in ambito agricolo e imprenditoriale che ha avuto come protagonisti beneficiari SPRAR, operatori, comunità locale, associazioni di volontariato e cooperative agricole locali.

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Atas onlus e Centro Astalli Trento onlus enti gestori dello SPRAR di Trento grazie alla collaborazione fra Cinformi, Centro di Salute Mentale e area inclusione del Comune di Trento dal 2012 hanno partecipato alla realizzazione di “Amici per casa” un progetto di co-housing che unisce beneficiari in uscita e soggetti con problemi psichiatrici o sociali che hanno acquisito discrete competenze relative all’abitare.

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I beneficiari dello SPRAR del comune di Caserta e il Centro Sociale Ex Canapificio, inserito nella rete di associazioni che insieme al Comitato Città Viva si occupa da anni di cittadinanza attiva, partecipano con la comunità locale alle attività di volontariato organizzate sul territorio dal Comitato attraverso progetti di tutela ambientale, riqualificazione del territorio e attività educative gratuite per minori.
Tra le varie attività svolte si presenta Piedibus, un progetto gratuito di mobilità sostenibile che prevede l’accompagnamento a piedi dei bambini nel tragitto casa-scuola e ritorno organizzato come una linea di autobus con percorso e fermate prestabilite.

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Il toolkit è un insieme di strumenti pensati per sostenere gli enti impegnati nell’accoglienza, le organizzazioni e i volontari nell’affrontare le sfide linguistiche. Il Consiglio d’Europa parte dalla considerazione che i richiedenti e titolari di protezione internazionale (e umanitaria) hanno bisogno di supporto per acquisire almeno un livello minimo di lingua per la “sopravvivenza” quotidiana, nonché di incoraggiamento per sfruttare al meglio il loro repertorio linguistico, al fine di soddisfare i propri bisogni, di poter interpretare quelli di altri e di sviluppare i propri progetti personali.
Il toolkit non si occupa di come insegnare una lingua, ma di come offrire supporto linguistico, attraverso materiale didattico e attività finalizzate a promuovere l’apprendimento e l’uso della lingua da parte dei rifugiati.

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Uno strumento dedicato ai nuclei monoparentali presenti nello Sprar di Pescara, “Famiglia Amica” è un servizio di affido familiare diurno e affiancamento di “famiglie amiche” per permettere alle madri di conciliare l’attività lavorativa con la cura del minore e supportare l’uscita dall’accoglienza SPRAR. Il servizio è strutturato dallo Sprar di Pescara insieme alla Fondazione Caritas dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne Onlus e al Servizio Affido del Servizio Sociale di Pescara.

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Ricette e tradizioni per neomamme del mondo dagli SPRAR di Alessandria provincia e Alice Bel Colle; con il pretesto dello scambio di ricette Crescereinsieme s.c.s. onlus ha proposto un servizio di supporto alle mamme dello SPRAR e della comunità locale per l’accompagnamento alla genitorialità, alla riappropriazione di sé, all’inclusione sociale e alla cura dei figli.

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Un’interessante attività di utilità sociale svolta dai beneficiari dello SPRAR di Chiusano d’Asti in partenariato con i comuni di Monale, Castellero, Cortandone e Settime organizzata con PIAM onlus: la messa in sicurezza del territorio dell’astigiano.

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Da Parma un modello che vede come protagonisti lo SPRAR di Parma e importanti attori del territorio che insieme hanno strutturato e condiviso procedure finalizzate all’emersione, presa in carico e accoglienza di potenziali vittime di tratta per sfruttamento sessuale in una logica di collaborazione e integrazione.

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Due pratiche innovative focalizzate sull’acquisizione di competenze linguistico-comunicativo e civico-sociali. In entrambi i casi il percorso è stato sviluppato a partire dall’esigenza di stimolare l’interesse e la motivazione dei beneficiari alla partecipazione e apprendimento della lingua, nonché di potenziare il servizio sul territorio.

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Questa attività coinvolge i minori non accompagnati del progetto Sprar del comune di Cremona in un’esperienza di crescita personale su due livelli: un livello interpersonale e relazionale e un livello intrapersonale e introspettivo. Un percorso, quindi, fisico, la pedalata lungo la via Francigena da Cremona a Roma. Un incontro con le comunità attraversate come sportivi in vacanza, che amplifica il processo di inclusione sociale e il processo di sensibilizzazione dei territori.

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