“Feltrare come integrare”: nell’Astigiano le beneficiarie accolte nel progetto Sprar imparano le tecniche di lavorazione del feltro

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Aprire le porte della propria casa per ospitare e nello stesso tempo seguire in prima persona un corso di lavorazione della lana. Questa l’idea alla base di “Feltrare come integrare”, il corso pensato e realizzato da Piam Onlus Asti, l’associazione che da anni si occupa di accogliere donne migranti vittime di tratta con i loro bambini.

Ideato per favorire l’integrazione e lo scambio reciproco di conoscenze ed esperienze vissute, il corso ha avuto l’anno scorso una prima edizione talmente apprezzata da spingere gli organizzatori a promuoverne subito un’altra. Così da metà febbraio le ragazze beneficiarie ospiteranno tutti i sabato pomeriggio presso la cascina dove vivono coloro che vorranno seguire le lezioni tenute dall’artista internazionale Danila Schon, specializzata nelle tecniche della lavorazione del feltro.

Tutti insieme seduti in cerchio, ospiti concittadini e beneficiarie si diletteranno a infeltrire la lana cardata creando «uno spazio ed una rete di socializzazione e di coinvolgimento tra tutti i partecipanti», come spiega Alberto Mossino, presidente di Piam intervistato da La Stampa.

«Il valore aggiunto di questo corso risiede nella vicinanza tra i cittadini astigiani che seguono il corso e le ragazze che vivono nella casa» continua Mossino. «Questa condivisione di spazi ha già portato i suoi frutti. Molti dei corsisti giocano spesso con i bambini che abitano nella cascina, portano i loro figli perché trascorrano un pomeriggio diverso e sicuramente, ricco di stimoli».

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