#SullevenedellaPuglia, i rifugiati e richiedenti asilo realizzano racconti multimediali e app per un turismo sostenibile

Buone Storie

Con il progetto “#SullevenedellaPuglia – Il patrimonio culturale e la sua valorizzazione integrata come opportunità di partecipazione attiva dei migranti”, realizzato con il patrocinio dell’amministrazione locale, lo Sprar di Martina Franca (TA) ha avviato un percorso formativo di inclusione sociale e di inserimento lavorativo rivolto ad otto beneficiari accolti sul territorio. Il progetto punta a favorire l’incontro e la conoscenza reciproca tra i residenti e i rifugiati attraverso la valorizzazione delle bellezze locali, in particolare dell’Acquedotto Pugliese, la più grande opera di ingegneria idraulica d’Europa. I rifugiati e richiedenti asilo hanno realizzato delle audio guide multimediali e multilingue sulle principali testimonianze culturali che è possibile incontrare lungo il percorso della Ciclovia dell’Acqua in Valle d’Itria, dai Giardini di Pomona (Martina Franca) alla Pineta Ulmo (Ceglie Messapica). Coordinati da una guida turistica della Regione Puglia e formati tanto sulla storia del paesaggio culturale locale quanto sui sistemi di data entry e sulle funzionalità dei CSM (content management system) nel web, sono stati gli stessi rifugiati e richiedenti asilo a raccogliere, elaborare, tradurre e a rendere fruibili su di un’applicazione file audio, descrizioni, immagini e video relativi alla storie e alle bellezze del territorio.

Le guide, tradotte e registrate dai beneficiari nelle loro rispettive lingue e corredate di materiale video fotografico raccolto durante le attività svolte sul campo, sono disponibili su una piattaforma online di storytelling (https://izi.travel/it/27e1-sulle-vene-della-puglia/it) nei settori cultura, patrimonio e turismo, con un’applicazione disponibile gratuitamente per dispositivi iOS, Android e Windows Phone. Le quindici audio guide, oltre a raccontare la magia del paesaggio della Valle d’Itria e il fascino dell’archeologia industriale offerta dal secolare impianto acquedottistico italiano (si va dalla storia dell’ingegneria idraulica a quella dell’architettura in pietra a secco, fino alle masserie didattiche), offrono anche consigli utili su come visitare responsabilmente il territorio ed entrare in contatto con la comunità rurale. Per la promozione e diffusione del progetto è stata avviata inoltre una campagna di comunicazione sui social media e realizzato un video promozionale “L’Acquedotto pugliese in bicicletta”, che è stato editato anche nelle lingue dei beneficiari (arabo, inglese, francese, russo oltre che cinese) grazie al coinvolgimento della comunità locale e dei fruitori dei servizi dello Sportello per l’integrazione socio sanitaria e culturale degli immigrati.
Le audio guide multimediali sono raggiungibili attraverso una segnaletica smart co-progettata con i beneficiari dello Sprar (in conformità al Codice della strada e al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio) e dotata di QRCode, che si trova lungo il tracciato che va dal centro visite del GAL Valle d’Itria alla Pineta Ulmo, in provincia di Brindisi.

Dal Rapporto – Atlante Sprar 2015

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